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___LA cONquiSTa e La PErdITa___
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November 09

GElMinI.... Ho DEtTo TuTto...

Gelmini allergica alle domande. A Sanremo caccia i giornalisti


scuola, istruzione, gelmini
Allergica ai giornalisti. Mariastella Gelmini da settimane rifugge ogni contatto con microfoni e taccuini. La sua riforma non piace praticamente a nessuno e lei si è stancata di ripetere che «non capisce» le proteste. Così, ha scelto la strada del silenzio. E nonostante il suo nome e la sua immagine campeggino ogni giorno sugli striscioni degli studenti in lotta, lei – quella vera – è sparita dalla scena. E se sono i giornalisti ad andarla a cercare, fa di tutto per allontanarli. È successo sabato a Sanremo, ad un seminario organizzato da Confindustria a cui il ministro era stato invitato. Saputo dell’ospite d’eccezione, fuori dall'Hotel Royal della cittadina ligure si era assiepata una folla di cronisti, vogliosi di sentirle dire la sua. Ma non li hanno fatti entrare.

L'Associazione Ligure dei giornalisti ha immediatamente mostrato il suo disappunto. Il segretario Marcello Zinola sostiene infatti che «il ministro Gelmini nella sua vocazione riformatrice e votata al taglio del superfluo (superfluo secondo il suo personale metro di giudizio) ha deciso oggi a Sanremo di riformare dopo la scuola anche l'informazione, con la procedura del taglio dei giornalisti presenti. Come lezione non c'è male, diremmo magistrale. Nemmeno tanto originale considerati i tempi, gli episodi che si verificano, comunque in linea con l'arroganza del potere e il timore di dovere rispondere a qualche domanda impertinente».

Immediata la replica del ministero che ci tiene a far sapere che l’'organizzazione del seminario di Sanremo era completamente affidata allo staff della stessa Confindustria. Quindi lei non c’entra niente. Gli industriali le fanno da scudo: confermano che la decisione è stata una loro autonoma scelta, e già che ci sono elogiano l’operato del ministro più discusso d’Italia esortandola a «continuare la riforma». La versione dei giornalisti è un’altra: il ministro avrebbe espressamente chiesto l’allontanamento di tutti i giornalisti dall'albergo, come confermato anche dall'inviato de Il Sole 24 Ore.

Per questo la Fnsi ha voluto lanciare il suo appello: «Si moltiplicano ad un ritmo allarmante i segnali di insofferenza del governo nei confronti del lavoro dei giornalisti – si legge nella nota diffusa dalla Federazione Nazionale della Stampa – Ieri era stato il Presidente del Consiglio che a Bruxelles aveva insolentito un cronista americano, colpevole di aver parlato del commento di Berlusconi sul neopresidente statunitense. Oggi è stato il Ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, che partecipando ad un seminario di Confindustria in Liguria ha preteso ed ottenuto che i giornalisti venissero allontanati dal luogo dell'incontro. Ciò – prosegue il sindacato – è semplicemente inaccettabile. Chi accetta responsabilità istituzionali e politiche ha il dovere di sottoporsi alla conoscenza e alla valutazione dei suoi atti da parte della pubblica opinione; e ciò avviene, piaccia o non piaccia, per mezzo della testimonianza dei giornalisti che osservano, fanno domande e danno conto delle risposte. È troppo comodo pretendere che la comunicazione politica abbia solo le forme compiacenti della “ospitata” nei programmi di intrattenimento o della dichiarazione-spot nei tg, dove ciascuno recita la sua battuta anziché rispondere a una domanda. Fare domande e riportare i fatti – aggiungono – non ha nulla di “ansiogeno”, come invece afferma l'on. Berlusconi: è niente più che l'essenza del diritto-dovere di informare». La Fnsi chiede quindi «fermamente al governo di abbandonare questo atteggiamento di fastidio. Lasciateci lavorare. Se oggi il Ministro Gelmini avesse rispettato i giornalisti – concludono – si sarebbe risparmiata una lezione scadente e una brutta notizia che comunque dobbiamo raccontare».
October 31

NiENte Di pIù FeROCe DelLa BanAliSsIma TelEvISIoNe P. PaSolInI

http://i26.photobucket.com/albums/c111/SandraDodd/website%20various%20bits/TV.gif

secondo me la televisione è più forte di tutto questo: e la sua mediazione, ho paura che finirà per essere TUTTO: il Potere vuole che si parli in un tal dato modo, ed è in quel modo che parlano gli operai, appena abbandonano il mondo quotidiano, famigliare o dialettale in estinzione. In tutto il mondo ciò che viene dall'alto è più forte di ciò che viene dal basso...Non c'è parola che un operaio pronunzi in un intervento che non sia "voluta" dall'alto. Ciò che resta originario nell'operaio è ciò che non è verbale: per esempio la sua fisicità, la sua voce, il suo corpo.

La ferocia era terribile e all'antica ( i campi di concentramento nell'Urss, la schiavitù delle "democrazie" orientali, l'Algeria ). Questa ferocia all'antica, naturalmente, permane...Ma oltre a questa vecchia ferocia c'è la nuova ferocia che consiste nei nuovi strumenti del Potere: una ferocia così ambigua, ineffabile, abile, da far sì che ben poco di buono resti in ciò che cade sotto la sua sfera. Lo dico sinceramente: non considero niente di più feroce della banalissima televisione.

 Io, da telespettatore, la sera prima e un' infinità di sere prima - le mie sere di malato - ho visto sfilare, in quel video in cui essi erano ora un'infinità di personaggi: la corte dei miracoli d'Italia - e si tratta di uomini politici di primo piano...Ebbene, la televisione faceva e fa, di tutti loro, dei buffoni: riassume i loro discorsi facendoli passare per idioti - col loro sempre tacito beneplacito? - oppure, anzichè esprimere le loro idee, legge i loro interminabili telegrammi: non riassunti, evidentemente, ma ugualmente idioti: idioti come ogni espressione ufficiale. Il video è una terribile gabbia che tiene prigioniera dell'Opinione Pubblica - servilmente servita per ottenere il totale servilismo - l'intera classe dirigente italiana.

Tutto viene presentato come dentro un involucro protettore, col distacco e il tono didascalico con cui si discute di qualcosa già accaduta, da poco, ma accaduta, con l'occhio del saggio - o chi per lui - contempla nella sua rassicurante oggettività, nel meccanismo che, quasi serenamente e senza difficoltà reali, l'ha prodotta.

In realtà nulla di sostanziale divide i "comunicati" della televisione da quelli dell'analoga comunicazione radiofonica fascista. L'importante è una sola cosa: che non trapelì nulla di men che rassicurante. L'ideale piccolo-borghese di vita tranquilla e perbene ( le famiglie giuste non devono avere disgrazie: ciò è disonorevole davanti agli altri ) si proietta come una specie di film implacabile in tutti i programmi televisivi e in ogni piega di essi. Tutto ciò esclude i telespettattori da ogni partecipazione politica - come al tempo fascista: c'è chi pensa per loro, e si tratta di uomini senza macchia, senza paura, e senza difficoltà neanche casuali e corporee. Da tutto ciò nasce un clima di Terrore. Io vedo chiaramente il terrore negli occhi degli annunciatori e degli intervistati ufficiali: non va pronunciata una parola di scandalo, praticamente non può essere pronunciata una parola in qualche modo vera>>.

http://www.carovigno.net/blog/wp-content/uploads/2008/04/televisione.jpeg

October 23

Su RepUbBliCa Di OgGi....

Berlusconi: "Polizia negli atenei"
Veltroni: "Premier soffia su fuoco"

Dura replica del segretario del Pd :"Il disagio non è un problema di ordine pubblico"
Napolitano: "Su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione"
di GIOVANNI GAGLIARDI


Berlusconi:

Silvio Berlusconi

ROMA - Con la mobilitazione degli studenti che si moltiplica in tutta Italia, le proteste nel mondo della scuola sono state oggi terreno di un durissimo scontro tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni. Il rpesidene del consiglio in tarda mattinata ha convocato una conferenza stampa a Palazzo Chigi per mandare un avvertimento ai giovani: "Non permetterò l'occupazione delle università. L'occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell'applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare".
Lettera di Napolitano agli studenti: "Indispensabile che su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione".

La reazione del Pd. Dichiarazioni che hanno fatto scattare la dura prelica del segretario del Pd Walter Veltroni. "Abbiamo dovuto convocare questa conferenza stampa - ha replicato - dopo aver letto le parole del presidente del Consiglio di questo Paese, parole molto gravi, parole che possono essere cariche di conseguenze". "Il premier - ha aggiunto - soffia sul fuoco, il disagio sociale non è una questione di ordine pubblico: mi chiedo se in questo Paese è ancora possibile dissentire".

Monito a Maroni. Ha preferito invece rivolgersi al ministro dell'Interno Roberto Maroni il suo vice, Dario Franceschini. "Rivolgo un appello agli studenti - ha commentato il numero due del Pd - che sono i provocati, affinché tutto si svolga nel modo più civile e trasparente, ma rivolgo un appello anche al ministro dell'Interno e alle strutture periferiche preposte alla gestione dell'ordine pubblico perché conservino il senso di responsabilità e affinchè non sia neanche sfiorato un capello a nessuno studente italiano".

Ordini al Viminale. Berlusconi ha chiarito che la sua non è solo un'affermazione di principio, ma l'inizio di un piano d'azione che verrà concordato oggi con il Viminale. "Convocherò oggi - ha chiarito - il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere". "La realtà di questi giorni - ha detto ancora il premier - è la realtà di aule piene di ragazzi che intendono studiare e i manifestanti sono organizzati dall'estrema sinistra, molto spesso, come a Milano, dai centri sociali e da una sinistra che ha trovato il modo di far passare nella scuola delle menzogne e portare un'opposizione nelle strade e nelle piazze alla vita del nostro governo".

Epifani invita al dialogo. Contesta la minaccia di Berlusconi contro le occupazioni anche il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. "E' profondamente sbagliato - afferma il leader sindacale - rispondere alle ragioni del movimento degli studenti con una modalità che non sia quella del dialogo". "Il governo - sottolinea Epifani - non può ricorrere alle minacce. Questo è un movimento che ha caratteristiche del tutto nuove, che non ha senso paragonare al '68 né, tanto meno, al '77. E' un movimento pacifico, gli studenti chiedono di investire nella scuola, è gente che chiede di studiare di più e meglio".

Fioroni: "Parole gravi". Riflessione simile a quella svolta dall'ex ministro della Pubblica Istruzione del centrosinistra Giuseppe Fioroni. "Tutti i ministri della Pubblica Istruzione - ha ricordato - hanno sperimentato le occupazioni e le autogestioni. Nessuno ha mai pensato di invadere le competenze dell'autonomia scolastica e di intervenire nelle decisioni interne che devono essere assunte nel rispetto della serenità e della sicurezza". Quelle di Berlusconi, ha aggiunto, "sono dichiarazioni gravi".

Attacco alla manifestazione. Il presidente del Consiglio ha toccato quindi il tema della manifestazione lanciata dal Pd per sabato prossimo. "Manifestare - ha proseguito - è una possibilità della democrazia ed anche noi ne usufruimmo. Noi, però, manifestammo contro la pressione fiscale del governo Prodi. La manifestazione del 25 ottobre è solo contro il governo e non ha proposte. La piazza non è il posto migliore per fare proposte. Le proposte si fanno in Parlamento".

Nessuna marcia indietro. Il premier accusa poi l'opposizione su uno temi centrali della protesta. "La sinistra - sostiene - dice bugie sulla scuola, fa un allarmismo inutile". E rispondendo a Veltroni, che oggi ha chiesto di ritirare il decreto Gelmini davanti "alle proteste così ampie e diffuse contro la riforma della scuola e le misure con i tagli", invitando Palazzo Chigi a rimodulare i costi, lasciando all'istruzione "ogni euro recuperato dal taglio di sprechi", Berlusconi ha replicato secco: "Noi andremo avanti, questo decreto sulla scuola è sacrosanto, altro che ritirarlo, bisogna applicarlo".

Le classi ponti resteranno. Il Cavaliere ha chiarito successivamente che non sono previsti ripensamenti neppure per la contestatissima proposta delle 'classi ponte' per i figli di immigrati perché "non è dettata da razzismo ma da buonsenso. Conoscere la lingua italiana è necessario". Berlusconi accusa infine la Rai di aver presentato in maniera distorta i provvedimenti del governo. "La televisione pubblica - lamenta - diffonde ansia e le situazioni solo di chi protesta. Sono preoccupato da questo divorzio tra i mezzi di informazione e la realtà".

"A quando la polizia nei giornali?". Affermazioni contro la stampa, quest'ultime, che hanno fatto scattare la preoccupata replica del parlamentare del Pd Piero Martino. "Il tono minaccioso con cui il presidente del Consiglio segnalava ai direttori dei giornali e dei telegiornali la propria preoccupazione ma soprattutto la propria indignazione - si è chiesto il deputato democratico - sarà forse all'ordine del giorno dell'incontro che avrà con il ministro dell'Interno Maroni?". "Oltre a prendere le contromisure adatte a bloccare le manifestazioni degli studenti, degli insegnanti e del corpo non docente della scuola - ha proseguito - Berlusconi invierà le forze dell'ordine anche nelle redazioni per verificare che il suo verbo venga amplificato come lui gradisce?".

Università, non è ancora finita. Deciso a non fare marcia indietro anche il ministro Gelmini, che ha annunciato di voler anzi intervenire in maniera ancora più decisa sulle università. "Bisognerà voltare pagina e fare autocritica", dice, senza "difendere lo status quo". "Siamo disposti a confrontarci e dialogare - prosegue - ma la situazione attuale porterebbe al collasso" perciò "bisogna cambiare".

Napolitano. Non posso schierarmi, ma auspico il
confronto. Questo il senso della lettera che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto in risposta alla missiva che gli è stata consegnata ieri, in occasione di una cerimonia all'Università "La Sapienza" di Roma, da una rappresentanza di studenti, dottorandi e ricercatori.
"E' indispensabile che su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione - dice Napolitano -, ma ci si apra all'ascolto reciproco, a una seria considerazione delle rispettive ragioni".

Il Viminale. Per ora il Viminale ed il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, scelgono la linea del silenzio dopo la convocazione dello stesso ministro a Palazzo Grazioli. Lo stesso Maroni, uscendo dalla residenza romana del premier Berlusconi, ha evitato ogni contatto con i tanti cronisti. Una riunione tecnica per fare il punto sulla situazione delle manifestazioni di protesta della scuola si terrà domani pomeriggio al ministero Viminale, presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano e alla quale parteciperanno i vertici delle forze di polizia "per effettuare - si legge in una nota del ministero - una completa ricognizione dei rischi per la sicurezza e per l'ordine pubblico derivanti da eventuali forme violente di protesta contro il provvedimento del governo in tema di scuola".
October 21

PrOvE TecNiChe Di DiTtaTura!! (UniVeRsItà!)

Ci Tolgono le università per un unico motivo!!
 
Vogliono che la cultura in italia sia un privileggio per pochi, gli altri, i più, che se la creino davanti la televisione!!
che rimbabiscano pure, così che chi possiede le televisioni possa fare ciò che vuole in un paese di telelobotomizzati.
 
 
 
Il vero scopo di una riforma assurda può essere riassunto in
 
 
 
 
- IstrUZione
 
+ TeleVIsioNe
 
 
Gli studenti diventeranno presto un problema per lo stato se le cose nn dovessero cambiare...
Il Nostro premier potrebbe risolvero alla sua maniera, magari mandando l'esercito come in campania...
 
July 16

FieSta 17.07

 

Na sti jorna u suli

un s'affrunta ri bruciari

rarrieri i muntagni

 

na sti jorna i manu

tremanu pi tia

biniricinu l'acqua

ca ti vagna

e a vucca tua

 

u scirocco ti vasa

comu fussi fiesta

balla chi to capiddi

e muori ne to cainni

jornu e notti t'aspittavu

aspittavu a festa tua

comu l'onda maltratta a riva

ca stissa fuizza ni spugghiamu

na paruola fussi truoppa

Pi spiegari a meravigghia

pi sta sira un piensu a nienti

sulu a carni tua

July 05

Do ThE eVOlUtiOn!

DO THE EVOLUTION

Woo..
I'm ahead, I'm a man
I'm the first mammal to wear pants, yeah
I'm at peace with my lust
I can kill 'cause in God I trust, yeah
It's evolution, baby

I'm at piece, I'm the man
Buying stocks on the day of the crash
On the loose, I'm a truck
All the rolling hills, I'll flatten' em out, yeah
It's herd behavior, uh huh
It's evolution, baby

Admire me, admire my home
Admire my song, here's my coat
Yeah, yeah, yeah, yeah
This land is mine, this land is free
I'll do what I want but irresponsibly
It's evolution, baby

I'm a thief, I'm a liar
There's my church, I sing in the choir:
{hallelujah...hallelujah...}

Admire me, admire my home
Admire my song, admire my clothes
'Cause we know, appetite for a nightly feast
Those ignorant Indians got nothin' on me
Nothin', why?
Because, it's evolution, baby!

I am ahead, I am advanced
I am the first mammal to make plans, yeah
I crawled the earth, but now I'm higher
Twenty-ten, watch it go to fire
It's evolution, baby {2X}
Do the evolution
Come on, come on, come on
July 02

NeON (StrAda X CaSa)

 La Pioggia è un fondale

adagiato sulla notte

L'epilessia di un Neon

muta tutto in me

le Nuvole intorno

Si bagnano di luce chiara

Come le seteole dei pennelli

 

Riconosco i tuoi contorni

indefini tra la pioggia

Le nuvole colano

sazie di colore

Travolgono le case

Inondano le scale

 

Le finestre e le porte sono mute

i lampioni ciechi

sei riuscita a trovarmi

 

La pioggia è un fondale

questa notte

l'epilessia di un Neon

Muta Come un'alba androgina

Per una strada qualunque

Mi hai trovato li.

 

 

Gaspare Drago

Occupation
Questo Blog E' Frutto Della Mia Mente Deviata, Ogni Riferimento A Persone O Fatti Realmente accaduti E' Puramente Casuale.